Perché continuo a scegliere partner che mi fanno soffrire? La dipendenza affettiva spiegata da una psicologa a Milano

Perché continuo a scegliere partner che mi fanno soffrire?

Dipendenza affettiva, paura dell’abbandono e schemi relazionali che si ripetono. Comprendere perché questo accade è il primo passo per interrompere questi schemi e costruire relazioni più sane.

 

Molte persone che si rivolgono al mio studio di psicologia a Milano arrivano con una domanda che genera dolore, confusione e frustrazione:

“Perché finisco sempre per innamorarmi di persone che mi fanno stare male?”

Spesso si tratta di persone intelligenti, sensibili e consapevoli che, nonostante la sofferenza vissuta nelle relazioni precedenti, si ritrovano a ripetere schemi simili.

Relazioni caratterizzate da distanza emotiva, paura dell’abbandono, bisogno continuo di conferme o forte dipendenza affettiva.

Comprendere perché questo accade è il primo passo per interrompere questi schemi e costruire relazioni più sane.

Non è una questione di sfortuna

Quando una dinamica si ripete nel tempo, raramente si tratta di semplice casualità.

Le relazioni che costruiamo da adulti sono influenzate dalla nostra storia personale, dalle esperienze affettive precoci e dal modo in cui abbiamo imparato a percepire noi stessi all’interno dei rapporti significativi.

Per questo motivo molte persone tendono inconsapevolmente a cercare situazioni relazionali che risultano familiari, anche quando producono sofferenza.

La paura dell’abbandono

Uno degli elementi che incontro più frequentemente nel lavoro clinico sulla dipendenza affettiva è la paura di essere lasciati.

Chi vive questa difficoltà può sperimentare:

  • bisogno continuo di rassicurazione;
  • forte ansia quando il partner si allontana;
  • timore di esprimere i propri bisogni;
  • difficoltà a porre limiti nella relazione.

In questi casi il benessere personale rischia di dipendere completamente dalla presenza dell’altro.

Quando il bisogno viene confuso con l’amore

Una relazione sana permette a ciascuna persona di mantenere la propria individualità.

Nella dipendenza affettiva, invece, il rapporto rischia di diventare la principale fonte di sicurezza, valore personale e stabilità emotiva.

Si sviluppano pensieri come:

“Senza questa persona non posso stare bene.”

oppure:

“Se mi lascia significa che non valgo abbastanza.”

Queste convinzioni generano sofferenza e rendono molto difficile interrompere relazioni dannose.

Perché le relazioni instabili sembrano così coinvolgenti?

Molte persone raccontano di sentirsi fortemente attratte da partner poco prevedibili.

Momenti di intensa vicinanza possono alternarsi a periodi di distanza, freddezza o rifiuto.

Questa alternanza crea una forte attivazione emotiva che può essere interpretata come un amore particolarmente intenso.

In realtà spesso ciò che viene inseguito è il sollievo momentaneo che si prova quando il partner torna a dare attenzione e vicinanza.

Il ruolo dell’autostima

Una bassa autostima rende più difficile riconoscere il proprio valore indipendentemente dalla relazione.

Quando il senso di valore personale dipende dall’approvazione del partner, ogni conflitto rischia di trasformarsi in una conferma delle proprie insicurezze.

Per questo motivo il lavoro psicologico non riguarda solamente la relazione, ma anche il rapporto che ciascuno ha con se stesso.

In questo articolo  Dipendenza affettiva: 10 segnali per riconoscerla   

Ho approfondito molti dei segnali da non sottovalutare.

Come uscire da questi schemi?

La buona notizia è che questi meccanismi possono essere compresi e modificati.

Nel mio lavoro come psicologa e psicoterapeuta a Milano mi occupo anche di dipendenza affettiva e difficoltà relazionali da diversi anni, integrando strumenti specifici acquisiti attraverso la formazione conseguita durante la mia scuola di specializzazione e sul Metodo Dipendiamo®, sviluppato da Maria Chiara Gritti.

Questo approccio considera la dipendenza affettiva non come una semplice fragilità personale, ma come una modalità relazionale che si sviluppa nel tempo e che può essere compresa e modificata attraverso un percorso di consapevolezza e cambiamento.

Attraverso un percorso psicologico è possibile:

  • comprendere le origini della sofferenza relazionale;
  • riconoscere i propri schemi affettivi;
  • rafforzare l’autostima;
  • sviluppare maggiore autonomia emotiva;
  • costruire relazioni più equilibrate e soddisfacenti.

Qui trovi una pagina dedicata:

Dipendenza Affettiva: riconoscerla e affrontarla

Quando chiedere aiuto?

Se ti riconosci nelle difficoltà descritte in questo articolo e senti di ripetere relazioni che generano sofferenza, ansia o paura dell’abbandono, un percorso psicologico può aiutarti a comprendere ciò che sta accadendo e sviluppare modalità relazionali più sane.

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